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Lo Staff
Roberto Marzano
Molte volte mi soffermo a ripensare alla mia vita e mi chiedo come sarebbe stata senza la "musica".
Forse sarebbe stata più comoda, forse più gratificante ma sicuramente non felice come quella che, fino ad oggi, ho avuto.
Il mio passato: all'età di 12 anni ricevo la mia prima chitarra classica, un regalo fatto da mio padre nel natale del '60, non era un gran che ma le possibilità economiche degli italiani, ante boom economico, non erano molto fiorenti.
Con la mia prima chitarra, i miei accordi, le prime svisate e il mio primo maestro.
Ma il desiderio del palco era così accentuato che imparai in pochi anni a suonare, non benissimo ma a cavarmela.
Contestualmente imparai il contrabbasso e, ovviamente il basso elettronico.
L'avventura inizia nel 1963 con la "The First Big Band Beat" ed inizio ad imparare la cosa difficile: l'impatto con il pubblico.
Nel 1965, verso febbraio, inizia l'avventura con il mio nuovo gruppo "The Hoods", il famoso gruppo che suonava incappucciato: con un alone di mistero, che per i tempi era una grande novità.
E con gli "Hoods" arriva il primo contratto discografico, dopo aver spedito un demo a Mister Giacomotto, talent scout della Durium si incise "Un muro di pietra", il primo 45 giri.
A seguire arriva lo sponsor, "Camicerie Cassera", il quale ci permette di partecipare alla edizione del 1965 (a soli 17 anni) del Cantagiro.
Un'esperienza estremamente incredibile e positiva per una persona abituata a vivere in una città come Alessandria.
A questo punto iniziano le serate, i lunghi viaggi, i contratti sulla riviera romagnola, i tour.
Escono altri due 45 giri, un Lp e tre passaggi in TV, allora Rai Due.
Attorno al '72 dopo il diploma arriva l'università e, nel '74 l'impiego in banca.
Finisce così la carriera di orchestrale ma inizia, sempre per rimanere in argomento, quella dell'editore radiofonico.
Ed è così che all'età di 26 anni, il 5 settembre 1975, inizio le prime trasmissioni sperimentali, in un alloggio al Cristo.
In quei tempi, dividendo il mio tempo tra la banca, la radio e le serate in discoteca, il ritmo di lavoro è davvero incredibile: 18 ore al giorno ma felice di fare una cosa che è veramente nel mio cuore.
E senza accorgesene, quando la vita ti riserva soddisfazioni, arrivi a 33 anni di radio, ad un fatturato decoroso, ad una azienda che, partita solo ed esclusivamente per divertimento, impiega più di sei persone, senza tenere conto delle collaborazioni esterne.
Radio Gamma negli ultimi anni si è convertita al digitale, ed entro la fine dell'anno, finalmente arriverà il tanto sognato portale su Hot Bird, polarizzazione verticale, canale in via di assegnazione, per poter ascoltare nelle nazioni servite dal satellite, la nostra emittente.